Club 2000m

Club Collezionisti Cime dell'Appennino

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Informazioni Generali

Informazioni Generali (26)

Mercoledì, 27 Ottobre 2010 15:58

Incontri sociali

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Incontri sociali


1 dicembre 2012
SERATA SOCIALE
CON PREMIAZIONE SOCI

15 giugno 2012
SERATA SOCIALE

CON PREMIAZIONE SOCI



Programma serata CAI 1 dicembre

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010
26 novembre 2011
SERATA SOCIALE
2011
CON PREMIAZIONE SOCI
Collezionare cime
presentazioni al :
CAI Roma
CAI Frosinone
CAI Rieti
20 novembre 2010
SERATA SOCIALE
2010
PRIMA
PREMIAZIONE SOCI

19 maggio 2010
Presentazione
I 2000
dell'Appennino
di Alberto Osti Guerrazzi
(ed. Il lupo)

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La Grande cresta di Peuterey
Martedì, 28 Giugno 2011 10:24

Cartine dei 2000 dell'Appennino

Scritto da
Il Club 2000m.
per agevolare l'individuazione delle cime meno note tra i 2000 dell'Appennino ha predisposto  cartine di rapida consultazione
per gruppi montuosi o per sottogruppi.
Cliccate sulle icone per visualizzare l'immagine ingrandita
(disposti da nord a sud e da ovest a est, approssimativamente in scala 1:75000).
 
Tosco emiliano Cimone Sibillini Reatini

Laga Gran Sasso ovest Gran Sasso est Velino

Sirente Simbruini - Ernici Majella nord Majella sud

PNALM nord - ovest PNALM nord - est PNALM sud - ovest PNALM sud - est

Matese Sirino Pollino  

 

 

Note: 

1) Sulla cartina del PNALM nord - est la quota del Monte Greco è errata, c'è scritto 2283 m al posto di 2285 m

2) Sulla cartina del PNALM nord - ovest la quota del Monte Forcone è errata, c'è scritto 2220 m al posto di 2228 m

 

 

Martedì, 12 Gennaio 2010 08:03

Criteri per le cime Rev. 2014

Scritto da

Criteri per l’individuazione delle cime appenniniche di 2000 m e più

La definizione di cima è apparentemente semplice, ma diventa più complesso distinguere tra un semplice rilievo quotato, magari di una lunga cresta senza grandi dislivelli e una vetta che appaia e possa essere considerata come tale a tutti gli effetti.

Per le cime alpine si è giunti solo nel 1994 ad un elenco ufficiale definito dall’UIAA (Unione Internazionale delle Associazioni Alpinistiche). Il lavoro è stato condotto dai responsabili delle guide alpinistiche ufficiali dei tre club alpini dei Paesi che hanno cime di 4000 m sul proprio territorio: Italia, Francia, Svizzera (si veda UIAA-Bulletin Nr. 145 - Marzo 1994).

Per gli Appennini non si è finora pervenuti alla definizione di un elenco ufficiale. In analogia alle Alpi si è definita una quota, arbitraria ma suggestiva, (2000 mt.) come filtro per individuare quelle più significative. Come per le sorelle maggiori delle Alpi, per gli elenchi finora realizzati sono stati usati criteri diversi, di solito non spiegati in modo chiaro. Il criterio più comune è stato quello di utilizzare i toponimi quotati oltre i 2000 presenti sulle carte IGM. Questo tuttavia escludeva molte vette non storicamente denominate che avevano però sicuramente l’aspetto di una cima, e che in qualche caso erano anche più alte di quella denominata più vicina.

Un criterio alternativo non può sicuramente essere quello di includere tutte le quote su IGM in elevazione dai 2000 in su, poiché si corre il rischio inverso di includere gobbette di cresta di cui non ci accorge nemmeno quando la si percorre.

Si è quindi pensato di procedere in analogia a quanto fatto dall’UIAA attraverso la definizione di criteri il più possibile oggettivi cui attenersi nelle valutazioni.

Il lavoro svolto dalla Commissione per la redazione dell'elenco nell'edizione 2014 ha comportato anche la revisione, parziale, dei criteri precedentemente individuati, del loro peso e della loro applicazione, per tener conto delle esigenze emerse anche dalle segnalazioni dei soci del Club 2000m.

 

I  nuovi criteri adottati per la individuazione delle cime dell’Appennino di 2000 e più metri sono:

CRITERIO DELLA PROMINENZA: elevazione superiore o pari a 2000 m che presenta quattro versanti di almeno 50 m. di dislivello in salita incluso quello rispetto al riferimento relativo (sella più' alta verso il monte più alto più vicino, definito tecnicamente monte genitore).

CRITERIO TOPONOMASTICO: elevazione con toponimo storicamente riconosciuto (sulle carte IGM o in altre pubblicazioni) che dia evidenza di monte (cima, vetta).

CRITERIO DELLA DISTANZA: elevazione che presenta tre versanti di almeno 50 m. di dislivello in salita mentre sul quarto versante, avente almeno 25 m. di dislivello, il monte più'alto più vicino è almeno ad 1 km di distanza su cresta.

CRITERIO ALPINISTICO: elevazione le cui pareti sono percorse da itinerari alpinistici avente un dislivello sul quarto versante di almeno 25 m.

 

Il criterio della prominenza  è sufficiente per l’inclusione nell’elenco, gli altri sono stati applicati dalla Commissione valutando  caso per caso.  


Il primo criterio è stato considerato in analogia (anche formale) a quanto definito dall’UIAA per le cime alpine oltre i 4000 m, dove il dislivello sui vari versanti è individuato in almeno 30 metri, definiti calcolando l’elevazione media di tutte le vette dal terreno circostante, che è anche equivalente alla lunghezza di corda che per lungo tempo è stata considerata come usuale nelle salite alpine occidentali. In considerazione delle minori elevazioni dell’Appennino e dell’assenza quasi totale di difficoltà alpinistiche si è ritenuto di ampliare il dislivello minimo a 50 metri, che anche visivamente consente di apprezzare meglio l’elevazione come isolata e a sé. Il valore è arbitrario, ma significativo.

Il secondo criterio è stato individuato per tener conto del “sentire comune” di chi è abituato a chiamare un punto topografico oltre i 2000 metri col nome di monte. Nella gran parte dei casi coincide con uno dei due criteri precedenti e, nei rari casi in cui ciò non accade, la cima è stata considerata solo come secondaria di una montagna o di un gruppo montuoso la cui cima principale invece li rispetta.

Il terzo  criterio è stato definito per tener conto delle lunghe creste di salita che caratterizzano l’Appennino, in cui un rilievo, se visto dal basso, si presenta come una montagna a sé, nascondendo anche alla vista la cime più elevata seguente. Se visto dall’alto, però, appare come una semplice ondulazione della cresta. In qualche altro caso, pur non appartenendo ad una cresta, si presentano come punte molto evidenti durante la salita (per esempio lungo alcune valli della Maiella), con dislivelli a strapiombo anche consistenti, anche quando, da sopra, appaiono come lievi ondulazioni di pratoni. Il criterio di distanza riprende un analogo criterio considerato (senza però definirlo quantitativamente) anche dagli estensori della lista dei 4000 delle Alpi). La distanza di un chilometro è arbitraria, ma anch’essa deriva da un criterio visivo che consente, a distanza, di apprezzare due cime come evidentemente distinte.

Il quarto criterio tiene conto dell'interesse storico-alpinistico che caratterizza alcune punte dell'Appennino. É stato applicato in pochissimi casi, per includere punte di elevato rilievo alpinistico, anche se non rispettano il criterio di distanza. Ovviamente anche in questo caso  sono considerate solo come cime secondarie.

 

Sono stati confermati anche i criteri per considerare la cima principale e quelle secondarie di un gruppo montuoso.

Il criterio chiave è quello orografico: quando le cime appartengono allo stesso massiccio o alla stessa cresta, vengono considerate cime secondarie quelle collaterali all’elevazione più alta.

Con almeno un’eccezione, costituita dal Monte Marsicano, la cui cima denominata è qualche metro meno elevata del punto più alto, non denominato su IGM. In questo caso si è preferita la chiarezza e l’immediatezza di comunicazione ad una scelta forse tecnicamente più corretta, ma storicamente incomprensibile e che avrebbe richiesto lunghe spiegazioni e generato incomprensioni  nei fruitori dell’elenco.

Poiché in alcuni casi, su creste lunghe anche più di una decina di chilometri, caratterizzate da molteplici cime di altezza grosso modo equivalente (per esempio nel gruppo del Gran Sasso dal Monte Aquila a Vado di Sole) sarebbe sciocco identificare una sola cima principale, al criterio orografico ne è stato aggiunto uno visivo, oggettivato col considerare a sé stanti le cime più elevate di un gruppo caratterizzato da elevati dislivelli relativi e secondarie quelle vicine che ne presentano di minori.

Il criterio è stato quello di considerare un dislivello relativo di almeno 100 metri sui quattro versanti. Con questo criterio, nel caso sopra esemplificato, risultano cime principali i monti Aquila, Brancastello, Prena, Camicia, in analogia al comune sentire tra gli escursionisti, e coerentemente all’impatto visivo che la catena presenta.

 

Infine una nota sulle denominazioni considerate per le cime prive di un toponimo ufficiale registrato su IGM. Nella maggior parte dei casi si è identificato il toponimo vicino più significativo definendo la cima in questione come Cima di … dove di volta in volta ai puntini viene sostituito il toponimo identificato. Quando si tratta di una Serra, viene ad esempio identificata una Cima di Serra Matarazzo, quando si tratta di un pendio o una valle, troviamo quindi una Cima di Fondo di Maiella.

Mercoledì, 30 Giugno 2010 15:52

Home Page - Benvenuto nel Club 2000m

Scritto da

Collezionando non t'accorgi ma lo diventi "

(un grande, grandissimo esperto dell'Appennino!)

 
 
                                                                  neo logo club 2000 m  

Nota

Per informazioni riguardo la richiesta degli scudetti da spedire tramite posta, potete rivolgervi al seguente indirizzoQuesto indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.

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                  004 

  

                                          005

 

 

Martedì, 23 Febbraio 2010 22:59

Legenda gruppi montuosi

Scritto da

 

 

Legenda acronimi gruppi montuosi presenti nella scheda personale delle Vette conquistate

ACL = Pollino (App. Calabro-Lucano)
AL = App. Lagonegrese
ATE = App. Tosco-Emiliano
GSS = Gran Sasso
MdL = Monti della Laga
GdM = Gruppo della Maiella
MdM = Monti del Matese
PNA = Parco Nazionale Abruzzo, Lazio e Molise
MRe = Monti Reatini
MSb = Monti Sibillini
MSm = Monti Simbruini
GVS = Gruppo Velino-Sirente

 


GRUPPO MONTUOSO

N. CIME

ALTEZZA MEDIA

Gran Sasso

39

2415

Maiella

28

2395

Laga

17

2228

Sibillini

27

2211

Velino-Sirente

43

2169

P. Naz. Abruzzo Lazio Molise

53

2116

Pollino-Sirino

11

2115

Reatini

6

2093

Appennino Tosco-Emiliano

7

2089

Ernici-Cantari

9

2056

Matese

1

2050

Martedì, 12 Gennaio 2010 08:03

Criteri per le cime

Scritto da

Criteri per l’individuazione delle cime appenniniche superiori ai 2000 m

La definizione di cima è apparentemente semplice, ma diventa più complesso distinguere tra un semplice rilievo quotato, magari di una lunga cresta senza grandi dislivelli e una vetta che appaia e possa essere considerata come tale a tutti gli effetti.

Per le cime alpine si è giunti solo nel 1994 ad un elenco ufficiale definito dall’UIAA (Unione Internazionale delle Associazioni Alpinistiche). Il lavoro è stato condotto dai responsabili delle guide alpinistiche ufficiali dei tre club alpini dei Paesi che hanno cime di 4000 m sul proprio territorio: Italia, Francia, Svizzera (si veda UIAA-Bulletin Nr. 145 - Marzo 1994).

Per gli Appennini non si è finora pervenuti alla definizione di un elenco ufficiale. In analogia alle Alpi si è definita una quota, arbitraria ma suggestiva, (2000 mt.) come filtro per individuare quelle più significative. Come per le sorelle maggiori delle Alpi, per gli elenchi finora realizzati sono stati usati criteri diversi, di solito non spiegati in modo chiaro. Il criterio più comune è stato quello di utilizzare i toponimi quotati oltre i 2000 presenti sulle carte IGM. Questo tuttavia escludeva molte vette non storicamente denominate che avevano però sicuramente l’aspetto di una cima, e che in qualche caso erano anche più alte di quella denominata più vicina.

Un criterio alternativo non può sicuramente essere quello di includere tutte le quote su IGM in elevazione dai 2000 in su, poiché si corre il rischio inverso di includere gobbette di cresta di cui non ci accorge nemmeno quando la si percorre.

Si è quindi pensato di procedere in analogia a quanto fatto dall’UIAA attraverso la definizione di criteri il più possibile oggettivi cui attenersi nelle valutazioni.

Per l’individuazione delle cime nell’elenco e in questo libro il Club 2000m ha definito tre criteri principali ed uno secondario:

 

  1. topografico  1: ogni punta della superficie appenninica che si innalzi di almeno 2000 metri sul riferimento assoluto (livello del mare) e che presenti sui quattro versanti almeno 50 metri di dislivello in salita rispetto al riferimento relativo (ossia: sul più alto colle - inteso come valico o passo - adiacente)
  2. topografico  2 o della distanza: ogni punta oltre 2000 metri che presenti su tre versanti almeno 50 metri di dislivello in salita mentre sul quarto la cima più vicina sia ad almeno un chilometro di distanza
  3. toponomastico: quando esista un toponimo storicamente riconosciuto (fanno fede in linea di massima le cartine IGM) che dia evidenza di monte (monte, cima, vetta, picco, pizzo, colle, etc.)
  4. morfologico: quando da un qualche punto di vista appaia come massa imponente e fortemente individuata, tale da farlo considerare una entità a sé stante

 

Il primo criterio è stato considerato in analogia (anche formale) a quanto definito dall’UIAA per le cime alpine oltre i 4000 m, dove il dislivello sui vari versanti è individuato in almeno 30 metri, definiti calcolando l’elevazione media di tutte le vette dal terreno circostante, che è anche equivalente alla lunghezza di corda che per lungo tempo è stata considerata come usuale nelle salite alpine occidentali. In considerazione delle minori elevazioni dell’Appennino e dell’assenza quasi totale di difficoltà alpinistiche si è ritenuto di ampliare il dislivello minimo a 50 metri, che anche visivamente consente di apprezzare meglio l’elevazione come isolata e a sé. Il valore è arbitrario, ma significativo.

Il secondo criterio è stato definito per tener conto delle lunghe creste di salita che caratterizzano l’Appennino, in cui un rilievo, se visto dal basso, si presenta come una montagna a sé, nascondendo anche alla vista la cime più elevata seguente. Se visto dall’alto, però, appare come una semplice ondulazione della cresta. In qualche altro caso, pur non appartenendo ad una cresta, si presentano come punte molto evidenti durante la salita (per esempio lungo alcune valli della Maiella), con dislivelli a strapiombo anche consistenti, anche quando, da sopra, appaiono come lievi ondulazioni di pratoni. Il criterio di distanza riprende un analogo criterio considerato (senza però definirlo quantitativamente) anche dagli estensori della lista dei 4000 delle Alpi). La distanza di un chilometro è arbitraria, ma anch’essa deriva da un criterio visivo che consente, a distanza, di apprezzare due cime come evidentemente distinte.

Il terzo criterio è stato individuato per tener conto del “sentire comune” di chi è abituato a chiamare un punto topografico oltre i 2000 metri col nome di monte. Nella gran parte dei casi coincide con uno dei due criteri precedenti e, nei rari casi in cui ciò non accade, la cima è stata considerata solo come secondaria di una montagna o di un gruppo montuoso la cui cima principale invece li rispetta.

Il quarto criterio tiene conto della struttura generale e dell'aspetto di una vetta, in analogia a quanto fatto dagli estensori dell’elenco dei 4000 delle Alpi. É stato applicato in pochissimi casi, per caratterizzare punte che appaiono come cime evidenti (in analogia a quanto detto in riferimento al secondo criterio), anche se non rispettano il criterio di distanza. Ovviamente anche in questo caso  sono considerate solo come cime secondarie.

 

Sono perciò stati definiti anche i criteri per considerare la cima principale e quelle secondarie di un gruppo montuoso.

Il criterio chiave è quello orografico: quando le cime appartengono allo stesso massiccio o alla stessa cresta, vengono considerate cime secondarie quelle collaterali all’elevazione più alta.

Con almeno un’eccezione, costituita dal Monte Marsicano, la cui cima denominata è qualche metro meno elevata del punto più alto, non denominato su IGM. in questo caso si è preferita la chiarezza e l’immediatezza di comunicazione ad una scelta forse tecnicamente più corretta, ma storicamente incomprensibile e che avrebbe richiesto lunghe spiegazioni e generato incomprensioni  nei fruitori dell’elenco.

Poiché in alcuni casi, su creste lunghe anche più di una decina di chilometri, caratterizzate da molteplici cime di altezza grosso modo equivalente (per esempio nel gruppo del Gran Sasso dal Monte Aquila a Vado di Sole) sarebbe sciocco identificare una sola cima principale, al criterio orografico ne è stato aggiunto uno visivo, oggettivato col considerare a sé stanti le cime più elevate di un gruppo caratterizzato da elevati dislivelli relativi e secondarie quelle vicine che ne presentano di minori.

Il criterio è stato quello di considerare un dislivello relativo di almeno 100 metri sui quattro versanti. Con questo criterio, nel caso sopra esemplificato, risultano cime principali i monti Aquila, Brancastello, Prena, Camicia, in analogia al comune sentire tra gli escursionisti, e coerentemente all’impatto visivo che la catena presenta.

 

Infine una nota sulle denominazioni considerate per le cime prive di un toponimo ufficiale registrato su IGM. Nella maggior parte dei casi si è identificato il toponimo vicino più significativo definendo la cima in questione come Cima di … dove di volta in volta ai puntini viene sostituito il toponimo identificato. Quando si tratta di una Serra, viene ad esempio identificata una Cima di Serra Matarazzo, quando si tratta di un pendio o una valle, troviamo quindi una Cima di Fondo di Maiella, o una Cima di Iaccio dei montoni.

Mercoledì, 30 Giugno 2010 15:52

Primo Raduno in Montagna del Club 2000 m

Scritto da
---- Il Club 2000m. al Balzo della Chiesa

Con l'autorizzazione del Parco Nazionale d'Abruzzo, Lazio e Molise e accompagnati da 2 guardiaparco, sabato 8 ottobre 2011, un gruppo a numero chiuso di soci del Club2000m ha effettuato una bellissima escursione al Balzo della Chiesa, in territorio di Riserva Integrale. Panorami mozzafiato, nel cuore del parco, ravvivati dai colori dell'autunno incipiente. Speriamo di poter organizzare in futuro, con la collaborazione della Direzione del Parco, che ringraziamo sentitamente, altre esplorazioni analoghe o di ripetere questa a beneficio di altri soci appassionati dell'Appennino.

Qui di seguito alcune foto per dare un'idea della bellezza dell'escursione posta nel cuore della Camosciara. E in fondo la foto di tutti i partecipanti!

 

I Tre Mortari (foto Mauro Pancaldi)

sulla cresta (foto Doriano Rasicci)

sulla vetta del Balzo della Chiesa (foto Doriano Rasicci) 

 

in piedi da sx: Mauro Pancaldi, Fabio Bardanzellu, Gabriella Zuppello, Vincenzo Odoardi, Alberto Osti, Massimo Maresca,

Giuseppe Albrizio, Silvio Maresca, Nicola Spinaci, Claudio Carusi, Fabrizio Agostinone, Giorgio Carrozzini,

Massimiliano Carnali; accovacciati da sx: Doriano Rasicci, Marco Mampieri, Renato Esposto, Sonia Gagliarde, Alberto Cocuzzi,

Livio Rolle, Mario Visci; davanti: Mario Lupi

000a - Balzo della Chiesa

la stessa fotografia di sopra ma con le didascalie riportate sull'immagine

Nota:

per ulteriori approfondimenti:

Monte Capraro – Balzo della Chiesa

http://www.lemiepasseggiate.it/appennino-oltre-i-2000/30-parco-nazionale-abruzzo-lazio-molise/118-cima-est-del-passo-cavuto-monte-capraro-balzo-della-chiesa

Balzo della Chiesa dalla Camosciara

http://www.lemiepasseggiate.it/appennino-oltre-i-2000/30-parco-nazionale-abruzzo-lazio-molise/321-balzo-della-chiesa-dalla-camosciara

 

Venerdì, 15 Luglio 2022 07:08

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Ultima modifica 15 Luglio 2020

Giovedì, 08 Luglio 2010 21:01

Nascita del Club2000m

Scritto da

Breve storia della nascita del Club 2000m. (2007-2010)

Il Club 2000m., oggi,  è una associazione costituita il 19 maggio 2010 da Claudio Carusi, Livio Rolle e Mirella Santonocito, i quali dopo anni e anni di esperienza nel settore dell’escursionismo hanno raggiunto e trovato la loro mission: promuovere attivamente la cultura appenninistica ovvero la cultura, la conoscenza, l’approfondimento dei nostri monti, sotto tutti gli aspetti, da quelli sportivi a quelli culturali, da quelli di tutela ambientale a quelli di fruizione familiare delle aree protette e non protette.

L’esigenza di costituire un’associazione con gli scopi sopra descritti è però solo l’ultimo tassello di un discorso iniziato nel 2007 quando Livio Rolle e Claudio Carusi si sono chiesti durante una escursione: ma se esiste un Club 4000m. alpino perché non può esistere un Club 2000m. appenninico?

Ancor prima però di prendere spunto dall’alpino Club dei 4000m., fertile terreno di dibattito era dato, in quegli anni, da un termine che lentamente stava prendendo piede tra gli escursionisti del Centro Italia, oppure su riviste specializzate:  si trattava del  termine  Appenninismo.

Ma  cos’era e cos’è dunque l’appenninismo?

Il termine prende chiaramente spunto dal termine alpinismo e viene in primo luogo a designare, cosi come il termine alpinismo (almeno originariamente) il terreno di manovra di riferimento su cui opera ovvero per l’ Appenninismo: il sistema montuoso italiano denominato Appennino.

Abbiano con ciò la prima definizione di Appenninismo: esso è la pratica dell’alpinismo in Appenino.

Ma il termine indica anche qual cos’altro in quanto racchiude anche la pratica dell’escursionismo in Appennino e conseguentemente ed estensivamente racchiude infine tutto ciò che è cultura geografica appenninica.

Senza dubbio un termine nuovo, polivalente, ma sinteticamente efficace.

Appenninismo è quindi l’alpinismo e l’escursionismo che si pratica nel sistema montuoso italiano denominato Appennino e la cultura geografica appenninica che tale pratica sottointende.

Non è quindi solo un termine tecnico quale alpinismo.

E’ un termine che designa invece una cultura  e il modo di praticarla.

E’ geografia pratica si potrebbe dire!

Lo può essere perché a differenza delle Alpi l’Appennino è la terra a vocazione escursionistica d’Italia e se Alpi stanno ad alpinismo non c’è dubbio che Appennino sta ad Appenninismo.

Ritornando quindi al Club 2000m. è facile capire ora come il nesso mancante tra un’idea (il Club) e un termine (Appenninismo) era proprio sapere: ma quali sono le cime dell’appennino superiori ai 2000m?

Già quali sono i 2000m. dell’Appennino?

Per chi nel 2007 avrebbe voluto veramente avere questa risposta non c’era molto da stare allegri, ovvero c’era un solo elenco che girava nelle librerie specializzate allegato alla I ed. del libro I 2000m. dell’Appennino dell’autore Alberto Osti Guerrazzi.

Un elenco importante ma che presentava subito delle lacune quale per es. monti denominati cosi: quota 2200, oppure non propriamente denominati o anche a volte dimenticati, non presenti in elenco.

Un elenco su cui iniziare a lavorare quindi, ma sicuramente non adottabile dal Club 2000m che si stava costituendo.

Contemporaneamente al bisogno di avere un elenco dei 2000 Appenninici quanto mai preciso è sorta così l’idea di aprire un sito che riunisse i collezionisti delle nostre care cime appenniniche.

Si sapeva infatti con certezza che moti escursionisti quando tornano a casa segnano su diari privati le cime raggiunte, ebbene perché non rendere pubblici questi diari?

Infine si è andati alla ricerca on line di chi avesse già per caso pubblicato il suo diario e Livio Rolle e Claudio Carusi sono incappati in tal Giuseppe Albrizio che al tempo affermava di aver fatto un 250 cime appenniniche o anche di più.

Insomma come è nato il Club 2000m? Ecco in sintesi:

1-prendendo spunto dal Club 4000m alpino presente on line

2-approfondendo il termine Appenninismo

3-dal I elenco delle cime appenniniche uscito nelle librerie nel 2006

4-dai diari privati degli escursionisti

5- dal diario pubblico on line di Giuseppe Albrizio.

La prima domanda che abbiamo fatto a Giuseppe Albrizio fu però dirompente per lui!

Gli abbiamo scritto via mail dicendogli che delle sue 250 cime collezionate non tutte erano valide perché non cime ma quote.

Giuseppe si arrabbiò molto ma fu questo l’inizio della nostra amicizia.

Formammo poco dopo il direttivo del Club 2000m.  e aprimmo il sito attuale, ma solo dopo che fu terminata la prima grande verifica dei 2000 dell’appennino su base il più possibile scientifica e sulla base primaria di:

a-definire ciò che è cima o vetta da ciò che è quota

b-definire il termine scientifico di cima

c-definire il termine di cresta

d-vari altri canoni di verifica

(Tutti i punti di cui sopra  sono riassunti in alcuni importanti documenti raccolti nel sito del Club)

Insomma il Club 2000m. collezionisti on line era nato, esattamente il 2 luglio 2007.

Nel 2009 l’autore del libro sopra citato Alberto Osti Guerrazzi ci scrive chiedendo una collaborazione per la seconda edizione del suo libro e per rivedere ancora una volta l’elenco.

Dopo mesi di incontri l’elenco attuale entrò in vigore l’1-1-2010 presente nella seconda edizione del Libro I 2000 dell’Appennino con l’approvazione dalla Società geografica Italiana e dalla FIE Lazio e soprattutto primo scientifico elenco di tutte le cime dell’Appennino in Italia.

Un triennio di lavoro esaltante dunque ma soprattutto la possibilità di rimettere al loro posto cime dimenticate, indicare percorsi mai fatti, scoprire nuovi fantastici versanti!

Insomma un’apertura senza uguali nel mondo dell’escursionismo appenninico, con 241 cime individuate degne di escursioni (tranne 3 alpinistiche) un vero paradiso per escursionisti e collezionisti di mezza Italia.

A conclusione di questo cammino nasce infine l’associazione Club 2000m con la quale si è aperta questa breve storia al fine di promuovere fattivamente l’elenco dei 2000m

Venerdì, 31 Ottobre 2014 10:05

elenco 243 cime da collezione

Scritto da

 

 

club_scudetti-page-001

Attenzione:

Guardando la "testa" della Classifica Soci si nota che, nonostante qualcuno abbia superato le 243 cime, non è passato a "TUTTE" e al titolo di "GRANDISSIMO APPENNINISTA" (rimane con il numero di vette che ha scalato e a GRANDE APPENNINISTA).

Questo accade poichè non ha ancora scalato TUTTE le 243 cime da "collezione" sotto riportate.

Ad esempio: se un escursionista (X), alpinista, rocciatore, biker, sciatore, ecc...ecc, si è limitato a salire solo le cime appenniniche da collezione, nella classifica verrà visualizzato "TUTTE" anzichè "243".

Se invece (Y) ha scalato, fino ad oggi, un numero di cime maggiore di 243 (avendo raggiunto quelle alpinistiche e quelle vietate), nella classifica non verrà visualizzato "TUTTE" qualora anche una sola vetta di quelle da collezione non sia stata raggiunta (comunque Y risulterà primo nella classifica rispetto a X).

Quindi l'ordine della classifica tiene in considerazione solo ed esclusivamente il numero di vette raggiunte

 

ELENCO 243 CIME APPENNINICHE DA COLLEZIONE

(vedi nota sotto)

 

  1. GS

Monte Corno Grande, vetta occidentale

2912

  1. GS

Monte Corno Grande, vetta orientale

2903

  1. GS

Corno Grande, vetta orientale, anticima nord

2700

  1. GS

Monte Corno Piccolo

2655

  1. GS

Pizzo d’Intermesoli, vetta meridionale

2635

  1. GS

Monte Corvo, vetta orientale

2623

  1. GS

Monte Camicia

2564

  1. GS

Monte Prena

2561

  1. GS

Monte Corvo, vetta occidentale

2533

  1. GS

Pizzo Cefalone

2533

  1. GS

Monte Aquila

2494

  1. GS

Pizzo d’Intermesoli, vetta settentrionale

2483

  1. GS

Monte Infornace

2469

  1. GS

Cima delle Malecoste

2444

  1. GS

Cima Giovanni Paolo II

2422

  1. GS

Monte Portella, anticima nord-est 

2422

  1. GS

Monte Brancastello

2385

  1. GS

Monte Portella

2385

  1. GS

Pizzo Cefalone, anticima est

2379

  1. GS

Cima Il Carabiniere o Venacquaro

2377

  1. GS

Torri di Casanova

2362

  1. GS

Monte Tremoggia

2350

  1. GS

Pizzo di Camarda

2332

  1. GS

Cima del Vado del Piaverano

2327

  1. GS

Cima Falasca

2300

  1. GS

Cima del Mozzone

2290

  1. GS

Cima di Iaccio del Vaduccio

2282

  1. GS

Picco Pio XI 

2282

  1. GS

La Cimetta

2266

  1. GS

Monte della Scindarella

2233

  1. GS

Pizzo San Gabriele

2214

  1. GS

Monte Ienca

2208

  1. GS

Monte della Scindarella, anticima nord-ovest

2199

  1. GS

Monte San Franco

2132

  1. GS

Monte San Gregorio di Paganica

2076

  1. GS

Il Morrone

2067

  1. GS

Cima delle Veticole

2044

  1. GS

Monte Siella

2027

  1. La

Monte Gorzano

2458

  1. La

Cima Lepri

2445

  1. La

Pizzo di Sevo

2419

  1. La

Pizzo di Moscio

2411

  1. La

Cima della Laghetta, anticima nord

2372

  1. La

Cima della Laghetta

2369

  1. La

Monte Spaccato

2283

  1. La

Cima della Laghetta, anticima sud

2270

  1. La

Monte Pelone meridionale

2259

  1. La

Monte Pizzitello

2221

  1. La

Monte di Mezzo di Campotosto

2155

  1. La

Monte di Mezzo del Sevo

2138

  1. La

La Cipollara

2125

  1. La

Macera della Morte

2073

  1. La

Monte Pelone settentrionale

2057

  1. La

Monte Le Vene

2020

  1. La

La Montagnola

2014

  1. La

Colle del Vento

2010

  1. Ma

Monte Amaro

2793

  1. Ma

Monte Acquaviva

2737

  1. Ma

Monte Acquaviva, anticima ovest

2727

  1. Ma

Monte Focalone

2676

  1. Ma

Cima dei Tre Portoni

2673

  1. Ma

Monte Sant'Angelo

2669

  1. Ma

Monte Rotondo

2658

  1. Ma

Monte Pescofalcone

2657

  1. Ma

Cima Pomilio

2656

  1. Ma

Monte Macellaro

2646

  1. Ma

Cima delle Murelle

2596

  1. Ma

Cima di Fondo di Majella

2593

  1. Ma

Cima dell’Altare

2542

  1. Ma

Cima di Fondo di Femmina Morta

2487

  1. Ma

Cima di Femmina Morta

2423

  1. Ma

Altare dello Stincone

2413

  1. Ma

Tavola Rotonda

2403

  1. Ma

Il Martellese

2259

  1. Ma

Cima Forcone

2240

  1. Ma

Cima di Colle d’Acquaviva

2200

  1. Ma

Cima Sala del Monaco o Cima delle Mandrelle

2214

  1. Ma

Monte Pizzone

2214

  1. Ma

Monte Cavallo

2171

  1. Ma

Blockhaus

2142

  1. Ma

Monte Porrara

2137

  1. Ma

Monte Rotella

2129

  1. Ma

Cima Ogniquota

2100

  1. Ma

Monte d’Ugni

2093

  1. Ma

Monte Morrone

2061

  1. Ma

Monte Rapina

2027

  1. Ma

Cima Macirenelle

2017

  1. Ma

Cima Sulmona o Cima di Mucchia di Pacentro

2001

  1. Mt

Monte Miletto

2050

  1. PNA

Monte Greco

2285

  1. PNA

Serra Rocca Chiarano

2262

  1. PNA

Monte Marsicano, cima est

2253

  1. PNA

Monte Marsicano, cima ovest

2245

  1. PNA

Monte Forcone

2228

  1. PNA

Cima di Colle Angelo

2217

  1. PNA

Cima dello Scalone

2212

  1. PNA

La Terratta

2208

  1. PNA

Monte Chiarano

2178

  1. PNA

Rocca Chiarano

2175

  1. PNA

Monte Genzana

2170

  1. PNA

Monte Calanga

2168

  1. PNA

Serra della Terratta, cima nord

2163

  1. PNA

Monte a Mare

2160

  1. PNA

Monte Argatone

2149

  1. PNA

Toppe del Tesoro

2140

  1. PNA

Serra della Terratta, Cima sud

2122

  1. PNA

Serra del Carapale meridionale

2106

  1. PNA

La Metuccia

2105

  1. PNA

Serra Le Gravare

2104

  1. PNA

Argatone, anticima nord

2103

  1. PNA

Monte Rognone

2089

  1. PNA

Cima delle Gravare di sotto

2087

  1. PNA

Serra del Carapale settentrionale

2086

  1. PNA

Serra Leardi

2083

  1. PNA

Coste dell’Altare

2075

  1. PNA

Monte Bellaveduta

2061

  1. PNA

Monte Pratello

2058

  1. PNA

Serra Cappella, cima Sud

2056

  1. PNA

Monte Cavallo

2039

  1. PNA

Serra Cappella, cima Nord

2038

  1. PNA

Monte Forcellone

2030

  1. PNA

Serra del Campitello

2026

  1. PNA

Monte Mare

2020

  1. PNA

Rocca Altiera

2018

  1. PNA

Cima a Mare o Cima Campaglione

2014

  1. PNA

Monte del Campitello

2014

  1. PNA

Cappello del Prete

2013

  1. PNA

Monte Palombo

2013

  1. PNA

La Navetta

2011

  1. PNA

Monte Godi

2011

  1. PNA

Cima di Serra Matarazzo

2007

  1. PNA

La Vedetta o Cima dei Biscurri

2007

  1. PNA

Monte Ferruccia

2005

  1. PNA

Monte Cornacchia

2003

  1. PNA

Serra di Monte Canzoni

2000

  1. Po

Serra Dolcedorme

2266

  1. Po

Monte Pollino

2248

  1. Po

Serra del Prete

2180

  1. Po

Timpa Valle Piana

2163

  1. Po

Serra delle Ciavole, cima nord

2130

  1. Po

Serra delle Ciavole, Cima Sud

2127

  1. Po

Timpa del Pino di Michele

2069

  1. Po

Serra di Crispo

2053

  1. Po

Serra del Pollinello

2047

  1. Po

Serretta della Porticella

2000

  1. Re

Monte Terminillo

2216

  1. Re

Vetta Sassetelli

2139

  1. Re

Monte Terminilletto

2108

  1. Re

Cima di Vall'Organo

2090

  1. Re

Monte di Cambio

2081

  1. Re

Monte Elefante

2015

  1. Re

Monte Valloni

2004

  1. SE

Monte Viglio

2156

  1. SE

Gendarme del Viglio

2113

  1. SE

I Cantari

2103

  1. SE

Monte del Passeggio

2064

  1. SE

Pizzo Deta

2041

  1. SE

Monte Cotento

2015

  1. SE

Monte Pratillo

2007

  1. SE

Monte Fragara

2005

  1. SE

Monte Ginepro

2004

  1. Si

Monte Vettore

2476

  1. Si

Cima del Redentore

2448

  1. Si

Cima del Lago

2422

  1. Si

Pizzo del Diavolo

2410

  1. Si

Punta di Prato Pulito

2373

  1. Si

Cima dell’Osservatorio

2350

  1. Si

Monte Priora

2332

  1. Si

Cima di Pretare o Il Pizzo

2281

  1. Si

Pizzo Berro

2259

  1. Si

Quarto San Lorenzo o Cima di Castelluccio

2247

  1. Si

Monte Porche

2233

  1. Si

Cima di Forca Viola

2230

  1. Si

Cima di Vallelunga

2221

  1. Si

Monte Argentella

2200

  1. Si

Monte Sibilla

2173

  1. Si

Monte Bove Sud

2169

  1. Si

Palazzo Borghese

2145

  1. Si

Sasso di Palazzo Borghese

2119

  1. Si

Monte Torrone

2117

  1. Si

Cima di Vallinfante

2113

  1. Si

Monte Bove Nord

2112

  1. Si

Monte Rotondo

2102

  1. Si

Sasso d’Andrè

2100

  1. Si

Pizzo Tre Vescovi

2092

  1. Si

Cima di Passo Cattivo

2065

  1. Si

Monte Bicco

2052

  1. Si

Monte Vettoretto

2052

  1. Si

Monte Acuto

2035

  1. Sr

Monte del Papa

2005

  1. TE

Monte Cimone

2165

  1. TE

Monte Cusna

2121

  1. TE

Monte Cimoncino

2118

  1. TE

Sasso del Morto

2077

  1. TE

Monte La Piella

2071

  1. TE

Monte Prado

2054

  1. TE

Alpe di Succiso

2017

  1. VS

Monte Velino

2486

  1. VS

Monte Cafornia

2424

  1. VS

Monte di Sevice

2355

  1. VS

Monte Sirente

2348

  1. VS

Costognillo

2339

  1. VS

Cimata Fossa dei Cavalli

2301

  1. VS

La Castellina

2277

  1. VS

Il Costone, vetta orientale 

2271

  1. VS

Punta Macerola

2258

  1. VS

Punta Trento

2243

  1. VS

Il Costone, vetta occidentale 

2239

  1. VS

Punta Trieste

2230

  1. VS

Monti della Magnola

2220

  1. VS

Monte Ocre

2209

  1. VS

Murolungo

2184

  1. VS

Costa della Tavola

2182

  1. VS

Capo di Pezza

2177

  1. VS

Monte Puzzillo

2174

  1. VS

Monte il Bicchero

2161

  1. VS

Cimata della Cerasa

2159

  1. VS

Monte Cagno

2153

  1. VS

Monte di Canale

2151

  1. VS

Monte Cefalone

2142

  1. VS

Monte Morrone

2141

  1. VS

Cimata di Puzzillo

2140

  1. VS

Cimata di Pezza

2132

  1. VS

Cima Campitello

2131

  1. VS

Cima Zis

2130

  1. VS

Sperone Tiburtini

2128

  1. VS

Monte Cornacchia

2128

  1. VS

Cimata di Fossa Palomba

2120

  1. VS

Costone della Cerasa

2119

  1. VS

Cima del Morretano

2098

  1. VS

Cimata di Macchia Triste

2090

  1. VS

Cima di Iaccio dei Montoni

2083

  1. VS

Cimata di Pezza, anticima est

2074

  1. VS

Cima dei Monti di Bagno

2073

  1. VS

La Torricella

2071

  1. VS

Costa Stellata

2067

  1. VS

Monte Rozza

2064

  1. VS

Monte Rotondo

2062

  1. VS

Monte Orsello

2043

  1. VS

La Sentinella

2178

  1. VS

Monte San Nicola

2012

  1. VS

Punta dell'Uccettù

2006

  1. VS

Monte Cava

2000

 

 

NOTA: Per facilitare la visione totale delle cime da collezione si pubblica il soprastante elenco. Questo elenco e' il risultato della seguente operazione derivante dal verbale del direttivo del Club 2000m. del 15 ottobre 2014, che si riporta sotto:

236 cime dell'elenco in vigore dal 1-1-2015

-5 cime alpinistiche fuori collezione

-13 cime di riserva integrale PNALM fuori collezione

+25 cime escluse dall'elenco in vigore ma che rientrano nella collezione perché' storiche

totale: 243 cime da collezionare per diventare GRANDISSIMO APPENNINISTA

fermo restanto i due precedenti step di 100 e 200 cime raggiunte.

 

ESTRATTO DEL VERBALE DEL 15/10/14

........omissis....Riguardo il punto 1) si prendono unanimemente queste decisioni:

a) approvazione dell'elenco della commissione

b) l'elenco dovrà' essere redatto nel seguente modo:

b1) loghi

b2) titolo

b3) elenco

b4) firme

b5) indicare le cime alpinistiche che non entrano nella collezione debitamente spuntate nell'elenco

b6) indicare le cime di riserva integrale che non entrano nella collezione debitamente spuntate nell'elenco

b7) evidenziare l'elenco delle 25 cime escluse dall'elenco precedente ma che rientrano nella collezione per valore storico, di cui Punta di Colle Acquaviva va sostituita con Cima di Colle Acquaviva 2220m.

 

Nota: alcune tabelle escursionistiche nell'Appennino Tosco-Emiliano riportano il Monte La Piella con la quota di 2077 m (non 2071 m) e il Monte Sasso del Morto con la quota 2075 m (non 2077 m). Informazione dell'Appenninista Antonio Rossi (Maggio 2017).

 

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