Club 2000m

Club Collezionisti Cime dell'Appennino

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Martedì, 23 Maggio 2017 13:31

Intervista a Giuseppe Albrizio di DanglaWild

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Intervista a Giuseppe Albrizio, 

fondatore del sito “Le Mie Passeggiate” e

del Club2000m

Pubblicato da  Danilo Giagnoli in DanglaWild il  11 aprile 2016

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Se avete cercato almeno una volta informazioni su un itinerario escursionistico in appennino, molto probabilmente vi sarete imbattuti sul sito Le Mie Passeggiate, un portale di preziosa importanza, creato e gestito da Giuseppe Albrizio, una figura assolutamente da rispettare e seguire considerando la sua grande personalità e conoscenza del nostro amato appennino.

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Ogni “montanaro” matura la propria esperienza escursionistica in diversi modi, personalmente ho iniziato ad esplorare la natura intorno a me proprio seguendo le relazioni e consigli di Giuseppe Albrizio, un vero punto di riferimento per cui nutro molto rispetto e ammirazione.

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Giuseppe Albrizio, una grande figura e simbolo per molti appassionati escursionisti e non solo, chi è Giuseppe Albrizio e quando nasce la sua passione per la montagna?

Penso di essere un comune mortale, o forse fisicamente e tecnicamente inferiore a tanti. Ho una grande passione per l’escursionismo e sono sempre stato spinto dalla curiosità di vedere di persona cosa ci fosse al di là di un valico, della cima di una montagna e dell’orizzonte.

Fin da piccolo, quando vivevo ai piedi del Vesuvio, osservavo quella enorme montagna: nei primi anni di vita, tutto quello che si osserva sembra enorme. Avevo il grande desiderio di salire sulla sua vetta per osservare il panorama, ma non sapevo come realizzare questo sogno; oltretutto essendo abbastanza introverso, ogni desiderio, voglia ed altro, lo tenevo dentro di me.

Dalla Sardegna, ritornato nuovamente nel Continente, sono finito nel bel paese di Cittaducale ed a Rieti ho frequentato le scuole medie superiori. 
Appena arrivato, o meglio, ancor prima di metter piede nel borgo, ho subito notato dalla S.S. Salaria gli enormi “mammelloni” montagnosi del Gruppo del Nuria. 
Negli anni successivi, guardando dalla finestra di casa questa montagna trasformarsi con le stagioni, ne rimanevo sempre più affascinato: il desiderio di raggiungerla era sempre più forte, ma non sapevo come fare, non conoscevo i sentieri, non conoscevo nessuna organizzazione escursionistica a cui iscrivermi… ero proprio “ignorante”, nonché non autonomo negli spostamenti non possedendo un’auto. Avevo quindi messo inconsciamente da parte l’idea di curiosare al di là delle montagne.

La svolta l’ ho avuta verso la fine degli anni ottanta, quando nel bar-edicola del mio paese posai lo sguardo su una piccola guida di una casa editrice di un paese vicino Roma: da allora ho iniziato a “volare”! Certo, ho iniziato tardi (all’età di 35 anni), ma non mi sono fermato più e spero, con l’aiuto del Signore, di continuare ancora per tantissimo tempo.

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Il tuo sito lemiepasseggiate.it vanta numerose visite ed è ormai un punto di riferimento per moltissimi escursionisti del centro Italia e non solo, cosa ti ha spinto a pubblicare questa utile risorsa e quali sono gli obiettivi futuri?

Dopo aver effettuato più di tremila escursioni sull’Appennino ed aver salito più volte da tutti i versanti la maggior parte dei monti, sentivo dentro di me che ancora mancava qualcosa.
Grazie anche alle idee di mio fratello, ho così capito che avevo il desiderio di condividere la mia passione con tutti, Alpinisti/Escursionisti e, soprattutto, con le persone impossibilitate per vari motivi; è nato dunque il sito 
lemiepasseggiate.it.

Volevo fare un’opera semplice e facilmente accessibile, mettere al servizio di tutti la mia esperienza e cercare di spingere gli appassionati a seguire le mie tracce; ripetendo alcune vie normali, non vi dico quanta soddisfazione ho avuto nell’incontrare escursionisti che avevano in mano la stampa della mia descrizione… tutt’ora accade, ed è sempre un gran piacere per me. L’obiettivo futuro è di migliorare sempre più il sito descrivendo nuovi itinerari.

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Tra i vari gruppi montuosi del nostro territorio, ce n’è uno che reputi più interessante o semplicemente che apprezzi di più per la sua bellezza o per i ricordi che ti ha donato? Qual’è stata la vetta più faticosa da raggiungere?

I gruppi montuosi del nostro Appennino sono tutti belli, non esiste una montagna migliore delle altre: tutte richiedono fatica, esperienza, volontà, passione e caparbietà per raggiungere la loro vetta. Spesso le montagne alte meno di mille metri sono più difficili di quelle molto più elevate perché oltre ad esser di sovente prive di sentiero, hanno il problema della vegetazione, molto fitta ed impenetrabile.

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Cippi di confine, una lunga e appassionante esperienza pubblicata anche su Montagne360 che ti ha visto personalmente coinvolto in questa avventurosa ricerca, cosa ti ha spinto a intraprendere questo cammino e cosa ti ha regalato?

Le mie prime escursioni furono sui monti Reatini; percorrendone i sentieri, mi sono imbattuto per la prima volta in una grossa pietra circolare con il basamento quadrato e rimasi meravigliato da quella visione.

Camminando in altri sentieri, sempre sui monti Reatini, ne ho successivamente incontrate diverse: osservandole attentamente, mi sono accorto che ciascuna portava un numero differente. Da quel momento è nata questa passione. Ho così capito che, seguendo una certa linea, avrei avuto la possibilità di trovarne altre con numero crescente o decrescente a seconda la direzione che prendevo.
Poi mi sono posto tantissime domande: chi aveva avuto l’idea di costruire quei pesantissimi cilindri? In che modo li avevano trasportati in quei posti? A cosa servivano? Pian piano sono venuto a capo di tutto ed ho avuto l’opportunità di conoscere anche tantissime persone appassionate (a cui sono ancora legato) che parallelamente a quanto stessi facendo, portavano avanti la medesima ricerca.

Il 2 luglio 2007, tre amici: Giuseppe Albrizio, Claudio Carusi e Livio Rolle costituiscono il club2000m, un lavoro lungo e complesso che è stato accolto da moltissimi appassionati della montagna e aspiranti tali, come nasce il club2000m e qual’è il suo obiettivo?

L’ idea del Club 2000m è originale e mi piace moltissimo. Certo, qualcuno potrebbe affermare che il Club è stato “scopiazzato” da quello dei 4000m. Stiamo invece parlando di un altro pianeta, frequentato per la maggior parte da professionisti: non ha nulla a che fare con il nostro Club.

Secondo me, nessuna classifica rende mai il giusto merito. L’ intento del Club è quello di unire più escursionisti possibili al fine di un reciproco scambio di informazioni ed impressioni: ciò per rendere partecipi anche gli altri delle proprie “conquiste”. Che senso ha fare una salita con grande fatica per poi tenerla solo per se? Perché non raccontarla invece ad amici, parenti, conoscenti in modo da invogliarli a fare la stessa cosa?

Venne ai miei due amici Claudio Carusi e Livio Rolle, l’idea di formare un Club dell’Appennino simile a quello dei 4000 metri delle Alpi. Cercando nel web un elenco dei 2000 m pubblicato “da chi sa chi”, incapparono nel mio sito dove esisteva già da tempo un elenco di montagne dell’Appennino superiore ai 2000 metri: fui contattato, e da lì nacque il Club.

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Prima di partire per una nuova escursione, come ti organizzi? Qual’è l’attrezzatura che reputi necessaria per poter affrontare una nuova ascesa?

La prima cosa è pianificare l’escursione, studiarla “a tavolino”, sapere dove e come raggiungere la base di partenza in modo da non perdere tempo sul posto. In questo modo riesco a fare escursioni molto distanti da casa senza utilizzare alberghi o altro. Naturalmente l’attrezzatura dipende dalla stagione. Nello zaino non manca mai una lampada frontale con batterie di ricambio, una scatola di fiammiferi, un cordino in fil di ferro utile se si hanno problemi con la suola delle scarpe. Materiale semplice, che potrebbe sembrar superfluo, invece di notevole importanza. Un piccolo imprevisto in un posto remoto o in condizioni ostili, può divenire un grande problema.

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Un consiglio per chi si avvicina ora alla montagna?

Essendo molto difficile trovare un compagno disposto a seguirti sempre, è molto importante trovare il coraggio di uscire in solitaria. Purtroppo ciò accade di frequente anche dopo aver pianificato una escursione in compagnia…
Se si è sempre soggetti ad altre persone, non si imparerà mai ad andare in montagna.

Ulteriore consiglio, è di tener traccia delle proprie uscite su di un “diario” cartaceo: ciò sia al fine di evitare ripetizioni di escursioni dimenticate, sia per una più rapida progettazione di nuove avventure nella medesima zona. In tutta sincerità, curo molto questo aspetto ed ho anche cercato di affiancare al “vecchio inchiostro”, un vero archivio multimediale: occorre molta pazienza, ma la successiva semplicità con cui reperire informazioni ben ripaga l’impegno profuso.

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Quali sono i prossimi obiettivi di Giuseppe Albrizio, a quando una tua pubblicazione editoriale?

Come detto sopra, preferisco curare ulteriormente il sito web più che fare una mia personale pubblicazione editoriale. In realtà una “pubblicazione” esiste già… Chiunque può stampare qualsiasi contenuto del sito lemiepasseggiate. Ciò equivale ad avere tantissimi libri di montagna dell’Appennino in maniera del tutto gratuita e suddivisi per gruppi montuosi. Meglio di così!?

Grazie mille per la tua disponibilità Giuseppe, un saluto sincero e sempre più in alto!

Letto 168 volte Ultima modifica il Martedì, 23 Maggio 2017 13:58

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